Ad appena cinque anni di età, per farmi guadagnare un anno
scolastico, i miei genitori mi iscrissero in prima elementare.
Il percorso scolastico fu eccellente, fui promosso ogni anno con
buon profitto e spesso ricevetti apprezzamenti ed anche qualche
dono dai miei insegnanti.
In questo primo periodo scolastico sviluppai la capacità
di disegnare e grazie a mio padre, che fu il primo a mettermi
in mano una matita, imparai presto a tracciare profili di uomini
illustri e paesaggi tratti dai libri scolastici.
La passione per il disegno si sposò ben presto con quella
per la pittura, così nel ’59, ad appena dodici anni,
iniziai a dipingere le mie prime tele ad olio e nel ’63,
ancora studente, avviai il mio primo atelier di pittura ed organizzai
la mia prima mostra personale a Palermo.
Ricordo ancora l’entusiasmo dei miei compagni che, interessati
ai miei dipinti, riuscivano a portare a casa a poco prezzo paesaggi,
figure o nature morte firmate dal “loro compagno di scuola”.
Risalgono a quegli anni le mie prime mostre collettive (Messina,
Colonia, Firenze, Napoli, etc.), le visite culturali ai musei
e alle pinacoteche della splendida Firenze e il periodo di leva
che ho potuto svolgere “fortunatamente” presso “I
Lupi di Toscana” a Scandicci, proprio in provincia di Firenze.
Il periodo fiorentino, anche se difficile dal punto di vista climatico,
fu fondamentale per la mia formazione artistica.
Il
mio incarico militare mi consentiva di avere molto tempo libero,
così trascorrevo diverso tempo a dipingere - mi ero munito
di due cavalletti da pittore - ed utilizzavo le libere uscite
per cibare la mia creatività con le ricchezze artistiche
di Firenze.
Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi con
il “Ratto delle Sabine” e “La testa del Perseo”,
il “Davide di Michelangelo” posto all’ingresso
di Palazzo Vecchio, la Fontana di Nettuno, Ponte Vecchio, Piazza
Duomo, la Galleria degli Uffizi con tutti i capolavori al suo
interno, erano la meta principale delle mie passeggiate e malgrado
avessi già visitato più volte questi luoghi, non
mi stancavo mai di rivederli.
Assolto il mio impegno con lo Stato ritornai a Palermo e nel ‘69,
iniziai a lavorare in un'azienda telefonica di carattere nazionale
dove rimasi trentacinque anni, fino al momento della pensione.
Ricordo che ogni giorno finito il mio turno di lavoro correvo
con solerzia al mio atelier per continuare un lavoro già
iniziato e spesso accadeva che finito un dipinto sentivo la voglia
di iniziarne un altro, così l’opera finita cedeva
il posto ad una tela vergine e la sfida ricominciava.
Questo durò per più di un decennio e poi fu il tempo
dei meravigliosi anni ’70 caratterizzati da numerose mostre
personali e collettive in molte località isolane, nazionali
ed internazionali, dal mio viaggio a Montmartre (Parigi) per prendere
parte alla “1a Collettiva dei Pittori d’Europa”
(Premio Acquisto, Aprile 1971) e dalla Personale al Teatro Massimo
(Circolo della Stampa, 21-30 ottobre 1972).
Il "Circolo della Stampa" del Teatro Massimo era allora
tra le più richieste Gallerie di tutta la Sicilia e vi
si tenevano le personali dei pittori Sabatino Mirabella, Vincenzo
Udine, Vincenzo Tantillo, Piero Vaccaro ed altri promettenti nomi
del panorama artistico di quel periodo; vi si tenevano inoltre
collettive con la partecipazione dei pittori Giorgio De Chirico,
Bruno Cassinari, Giuseppe Migneco, Renato Guttuso, Aligi Sassu,
Saro Mirabella, Pietro Annigoni, Corrado Cagli, Giorgio Morandi,
Ottone Rosai, Ennio Morlotti, Salvatore Fiume e tanti altri artisti
di grande rilievo della pittura Nazionale ed Internazionale.
Vorrei mettere in evidenza che gli Artisti menzionati, più
che sessantenni, erano considerati già “Grandi”
e che per me - artista in erba poco più che ventenne -
andare dall’allora direttore del Circolo, dottor Marino,
per contrattare l’affitto della Galleria, rappresentava
qualcosa di eccitante: "era come toccare il cielo con un
dito".
Frequentare il "Circolo della Stampa" e la Galleria
“La Tavolozza” di Via Libertà – ubicata
proprio di fronte casa mia – mi permise di conoscere personalmente
tanti Grandi Maestri dell’Arte Contemporanea del calibro
di Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Bruno Cassinari, Ennio
Morlotti, Salvatore Fiume, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu e molti
altri.
In questo decennio, caratterizzato da importanti incontri, ebbi
l’onore di conoscere due grandi personaggi del mondo culturale
siciliano: Albano Rossi e Giovanni Cappuzzo.
Persone sensibili e sinceramente interessate al mio percorso artistico,
critici d’arte di mestiere, scrissero della mia pittura
in presentazioni e cataloghi, mi furono molto vicine, mi incoraggiarono,
lasciandomi un grande insegnamento che fissai subito come fondamento
del mio percorso di artista: la strada che avevo intrapreso –
quella della pittura – sarebbe stata lunga, tortuosa, piena
di ostacoli, ma mai insormontabili.
Risalgono a questo periodo il mio viaggio a Tokio per la Collettiva
“Premio Pittura Kimono”, 1977 (3° classificato)
e la presenza alle Rassegne Internazionali d’Arte alla Fiera
del Mediterraneo ed alla Galleria d’Arte del Banco di Sicilia:
altri due siti di rilievo nel panorama delle Esposizioni d’Arte
in Sicilia.
Da allora ad oggi, intensa è stata la mia attività
artistica ed espositiva con presenze in mostre personali e collettive
in Sicilia, in Italia e all’estero e molti sono stati i
riconoscimenti ricevuti in oltre quarantatre anni di pittura -
coppe, medaglie, targhe e trofei - l’ultimo in ordine cronologico
(22 ottobre 2006) è il “Premio Pigna D’Argento”
per la Pittura, assegnatomi nell’ambito della XIX Edizione
del “Premio Internazionale di Sicilianità”,
svoltasi presso i locali del Teatro Politeama Garibaldi di Palermo.
L’evento è stato patrocinato dal Ministero dei Beni
e Attività Culturali Sovrintendenza Archivistica per la
Sicilia, dalla Presidenza della Regione Siciliana, dall’Assessorato
al Turismo, Comunicazioni e Trasporti, dal Comune di Palermo e
dalla Vicepresidenza Vicaria del Consiglio Comunale.
Per comprendere l’importanza di questo evento basta ricordare
che nelle precedenti edizioni sono stati insigniti di questo prestigioso
riconoscimento Capi di Stato e di Governo, Ministri italiani e
stranieri, Letterati, Scienziati, Artisti, Magistrati, Prelati,
importanti Imprenditori ed i più alti vertici dei vari
Comandi Militari. In particolare il 15 settembre 2004 durante
questa manifestazione, è stata consegnata la “Speciale
Pigna d’Oro” per la Pace al Sommo Pontefice, Sua Santità
Giovanni Paolo II.
Ringrazio Dio per quello che mi ha permesso di fare per l’Arte,
per la Sicilia, per la Sicilianità e per Palermo, ma questo
non mi sembra mai abbastanza, perché, come ho anche affermato
dinanzi al vasto pubblico intervenuto al Teatro Politeama Garibaldi
durante l’evento suddetto: “la Sicilia, i siciliani
e Palermo meritano molto, ma molto di più”.
Un ulteriore ringraziamento va alla mia splendida famiglia, in
particolare a mia moglie Angela ed ai miei figli Giuseppe e Daniela,
per avere sostenuto, incoraggiato ed a volte "sopportato"
questa mia passione, ma sopratutto per avermi spesso, forse inconsciamente,
ispirato.