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La storia della mia pittura

1939 - I miei genitori
1949 - Io all'età di due anni
1955 - La mia prima comunione
1966
1967 -  Piazza della Signoria
1969 -  a Napoli
1971 - con Renato Guttuso
1971 - a Parigi
Teatro Massimo di Palermo
1972 - con l'on. Macaluso - Personale al Teatro Massimo
1974 - con Giorgio De Chirico
1974 - con il critico Giovanni Cappuzzo
1975 - con Bruno Cassinari
1976 - con il critico Albano Rossi e Donatella Moncada
Teatro Politeama Garibaldi di Palermo
2006 - Consegna "Pigna d'Argento" per la pittura - Teatro Politeama

 


Ad appena cinque anni di età, per farmi guadagnare un anno scolastico, i miei genitori mi iscrissero in prima elementare. Il percorso scolastico fu eccellente, fui promosso ogni anno con buon profitto e spesso ricevetti apprezzamenti ed anche qualche dono dai miei insegnanti.

In questo primo periodo scolastico sviluppai la capacità di disegnare e grazie a mio padre, che fu il primo a mettermi in mano una matita, imparai presto a tracciare profili di uomini illustri e paesaggi tratti dai libri scolastici.

La passione per il disegno si sposò ben presto con quella per la pittura, così nel ’59, ad appena dodici anni, iniziai a dipingere le mie prime tele ad olio e nel ’63, ancora studente, avviai il mio primo atelier di pittura ed organizzai la mia prima mostra personale a Palermo.

Ricordo ancora l’entusiasmo dei miei compagni che, interessati ai miei dipinti, riuscivano a portare a casa a poco prezzo paesaggi, figure o nature morte firmate dal “loro compagno di scuola”.

Risalgono a quegli anni le mie prime mostre collettive (Messina, Colonia, Firenze, Napoli, etc.), le visite culturali ai musei e alle pinacoteche della splendida Firenze e il periodo di leva che ho potuto svolgere “fortunatamente” presso “I Lupi di Toscana” a Scandicci, proprio in provincia di Firenze.

Il periodo fiorentino, anche se difficile dal punto di vista climatico, fu fondamentale per la mia formazione artistica.

Il mio incarico militare mi consentiva di avere molto tempo libero, così trascorrevo diverso tempo a dipingere - mi ero munito di due cavalletti da pittore - ed utilizzavo le libere uscite per cibare la mia creatività con le ricchezze artistiche di Firenze.

Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio, la Loggia dei Lanzi con il “Ratto delle Sabine” e “La testa del Perseo”, il “Davide di Michelangelo” posto all’ingresso di Palazzo Vecchio, la Fontana di Nettuno, Ponte Vecchio, Piazza Duomo, la Galleria degli Uffizi con tutti i capolavori al suo interno, erano la meta principale delle mie passeggiate e malgrado avessi già visitato più volte questi luoghi, non mi stancavo mai di rivederli.

Assolto il mio impegno con lo Stato ritornai a Palermo e nel ‘69, iniziai a lavorare in un'azienda telefonica di carattere nazionale dove rimasi trentacinque anni, fino al momento della pensione.

Ricordo che ogni giorno finito il mio turno di lavoro correvo con solerzia al mio atelier per continuare un lavoro già iniziato e spesso accadeva che finito un dipinto sentivo la voglia di iniziarne un altro, così l’opera finita cedeva il posto ad una tela vergine e la sfida ricominciava.

Questo durò per più di un decennio e poi fu il tempo dei meravigliosi anni ’70 caratterizzati da numerose mostre personali e collettive in molte località isolane, nazionali ed internazionali, dal mio viaggio a Montmartre (Parigi) per prendere parte alla “1a Collettiva dei Pittori d’Europa” (Premio Acquisto, Aprile 1971) e dalla Personale al Teatro Massimo (Circolo della Stampa, 21-30 ottobre 1972).

Il "Circolo della Stampa" del Teatro Massimo era allora tra le più richieste Gallerie di tutta la Sicilia e vi si tenevano le personali dei pittori Sabatino Mirabella, Vincenzo Udine, Vincenzo Tantillo, Piero Vaccaro ed altri promettenti nomi del panorama artistico di quel periodo; vi si tenevano inoltre collettive con la partecipazione dei pittori Giorgio De Chirico, Bruno Cassinari, Giuseppe Migneco, Renato Guttuso, Aligi Sassu, Saro Mirabella, Pietro Annigoni, Corrado Cagli, Giorgio Morandi, Ottone Rosai, Ennio Morlotti, Salvatore Fiume e tanti altri artisti di grande rilievo della pittura Nazionale ed Internazionale.

Vorrei mettere in evidenza che gli Artisti menzionati, più che sessantenni, erano considerati già “Grandi” e che per me - artista in erba poco più che ventenne - andare dall’allora direttore del Circolo, dottor Marino, per contrattare l’affitto della Galleria, rappresentava qualcosa di eccitante: "era come toccare il cielo con un dito".

Frequentare il "Circolo della Stampa" e la Galleria “La Tavolozza” di Via Libertà – ubicata proprio di fronte casa mia – mi permise di conoscere personalmente tanti Grandi Maestri dell’Arte Contemporanea del calibro di Giorgio De Chirico, Renato Guttuso, Bruno Cassinari, Ennio Morlotti, Salvatore Fiume, Giuseppe Migneco, Aligi Sassu e molti altri.

In questo decennio, caratterizzato da importanti incontri, ebbi l’onore di conoscere due grandi personaggi del mondo culturale siciliano: Albano Rossi e Giovanni Cappuzzo.

Persone sensibili e sinceramente interessate al mio percorso artistico, critici d’arte di mestiere, scrissero della mia pittura in presentazioni e cataloghi, mi furono molto vicine, mi incoraggiarono, lasciandomi un grande insegnamento che fissai subito come fondamento del mio percorso di artista: la strada che avevo intrapreso – quella della pittura – sarebbe stata lunga, tortuosa, piena di ostacoli, ma mai insormontabili.

Risalgono a questo periodo il mio viaggio a Tokio per la Collettiva “Premio Pittura Kimono”, 1977 (3° classificato) e la presenza alle Rassegne Internazionali d’Arte alla Fiera del Mediterraneo ed alla Galleria d’Arte del Banco di Sicilia: altri due siti di rilievo nel panorama delle Esposizioni d’Arte in Sicilia.

Da allora ad oggi, intensa è stata la mia attività artistica ed espositiva con presenze in mostre personali e collettive in Sicilia, in Italia e all’estero e molti sono stati i riconoscimenti ricevuti in oltre quarantatre anni di pittura - coppe, medaglie, targhe e trofei - l’ultimo in ordine cronologico (22 ottobre 2006) è il “Premio Pigna D’Argento” per la Pittura, assegnatomi nell’ambito della XIX Edizione del “Premio Internazionale di Sicilianità”, svoltasi presso i locali del Teatro Politeama Garibaldi di Palermo.

L’evento è stato patrocinato dal Ministero dei Beni e Attività Culturali Sovrintendenza Archivistica per la Sicilia, dalla Presidenza della Regione Siciliana, dall’Assessorato al Turismo, Comunicazioni e Trasporti, dal Comune di Palermo e dalla Vicepresidenza Vicaria del Consiglio Comunale.

Per comprendere l’importanza di questo evento basta ricordare che nelle precedenti edizioni sono stati insigniti di questo prestigioso riconoscimento Capi di Stato e di Governo, Ministri italiani e stranieri, Letterati, Scienziati, Artisti, Magistrati, Prelati, importanti Imprenditori ed i più alti vertici dei vari Comandi Militari. In particolare il 15 settembre 2004 durante questa manifestazione, è stata consegnata la “Speciale Pigna d’Oro” per la Pace al Sommo Pontefice, Sua Santità Giovanni Paolo II.

Ringrazio Dio per quello che mi ha permesso di fare per l’Arte, per la Sicilia, per la Sicilianità e per Palermo, ma questo non mi sembra mai abbastanza, perché, come ho anche affermato dinanzi al vasto pubblico intervenuto al Teatro Politeama Garibaldi durante l’evento suddetto: “la Sicilia, i siciliani e Palermo meritano molto, ma molto di più”.

Un ulteriore ringraziamento va alla mia splendida famiglia, in particolare a mia moglie Angela ed ai miei figli Giuseppe e Daniela, per avere sostenuto, incoraggiato ed a volte "sopportato" questa mia passione, ma sopratutto per avermi spesso, forse inconsciamente, ispirato.

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La mia pittura -
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I temi del mio "racconto"
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