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“I
temi del suo racconto pittorico ancorati sempre, anche quando vi
interviene la fantasia, al motivo figurale, sono prevalentemente
paesaggi, i più felici dei quali appaiono resi mediamente
un’istintiva “verve” cromatica, di vitalistica
freschezza.” (Albano Rossi, rif. bibliografico)
Ero
bambino e mi trovavo a Petralia Soprana (a casa di chi?). Mentre
guardavo il TG 1 – allora vi era solo quello - andava in onda
un servizio relativo ad un ballo folkloristico tipico di quel paese:
era il “Ballo della Cordella”. (foto)
Con mia grande gioia e stupore vidi che mio zio Salvatore, assiduo
frequentatore di queste manifestazioni folkloristiche, in qualità
di stendardiere, giocoliere o abile musicista, ne prendeva parte
questa volta accompagnando il ballo con il suono del “nanglarruni”
(più noto come scacciapensieri).
Questo ricordo, che vivo ancora oggi con grande gioia, ha certamente
lasciato in me un grande segno, tanto che ancora oggi amo dipingere
soggetti legati al folklore siciliano.
Le immagini, i suoni ed i sapori legati al folklore siciliano sono
suggestivi, fantastici e ricchi.
Basti pensare al carretto siciliano, ai paladini francesi, al “ciaramiddaru”
che gonfia la zampogna durante le novene natalizie, al “marranzano”
lo scacciapensieri che emette vibrazioni che si trasformano in uno
strano suono, ai vivaci colori dei costumi tradizionali ed ai canti
popolari, alle leggende, ai racconti ed ai proverbi.
Poi
ci sono le feste barocche dei santi protettori e quelle profane
dei paesi accompagnate da musica, canti, balli, decorazioni luminose
e fuochi artificiali, ma anche da piatti tipici preparati per l’occasione.
Di queste feste ho avuto il piacere di assistere alla Cravaccata
di Geraci, al Festino dedicato a Santa Rosalia a Palermo, alla festa
dell’Annunziata a Trapani, alla festa di Santa Lucia a Siracusa,
al Carnevale di Acireale, alla festa di Sant’Agata a Catania,
alla festa dei giudei a San Fratello, al Ballo della Cordella a
Petralia, al Ballo dei diavoli a Prizzi, alla festa di San Vito
a Mascalucia, etc.
Molte di queste le ho anche “raccontate” attraverso
la mia pittura e spero che Dio mi dia la salute e la forza, per
continuare a dipingere tutta questa magnificenza di colori, folklore
e tradizioni, per poterli trasmettere ad altri come io li sento,
cioè con gioia, calore e felicità.
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La storia della mia pittura -
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La mia pittura
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